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A differenza di
altri homebrewer l’esperienza inizia subito con il metodo
ALL-GRAIN a livello casalingo, il quale consente miglior
controllo del processo poiché non impiega “estratti” bensì
ingredienti di prima scelta: acqua, malto in grani, luppolo e
lievito, utilizzando tecniche di produzione che miscelano alla
perfezione tradizione ed esperienza, seguendo attentamente ogni
singolo passaggio. Il risultato finale è una birra ricca di
sapori ed aromi unici nel suo genere.
E’ subito cominciata la produzione delle prime birre e
l’affinamento di ricette già innumerevoli volte sperimentate, ma
con un pensiero: trasformare una passione in lavoro vero e
proprio.
Infine nel marzo del 2009 la prima fatidica cotta, realizzata
nel pieno rispetto delle più antiche tradizioni dei mastri
birrai, usando solo acqua, malto, luppolo, lievito e…..tanta
tanta passione e professionalità. |
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Il
malto
è il prodotto della trasformazione di alcuni cereali. In
genere è ottenuto dall'orzo, ma esistono anche malti di
frumento, segale e avena, mentre gli altri cereali sono
meno adatti a causa della fragilità dei germogli.
A seconda delle modalità dell'essiccazione si ottengono
tipi di malto di diverso colore. Quello più scuro avrà
delle nette note tostate, il più chiaro offrirà una
gamma di sapori più freschi e vegetali. |
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Il
luppolo
è l’aromatizzante della birra e trasmette quel sapore
amaro caratteristico.
Il luppolo è un ingrediente che oltre ad aromatizzare la
birra ha anche altre caratteristiche importanti. Esso è
infatti un ottimo conservante della birra, partecipa
alla tenuta della schiuma ed è anche antisettico.
Va tuttavia osservato che il luppolo non è un
ingrediente usato fin dai primordi il suo utilizzo
risale al Medioevo e fu introdotto dai monaci. Fino ad
allora l’aromatizzante della birra si limitava ad erbe e
spezie. |
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La birra è costituita per
il 90% di acqua
per cui la sua qualità è fondamentale. Per produrre la
birra occorre un’acqua dolce, cioè quasi priva di sali
minerali tranne uno che favorisce la digestione, il
potassio.
L’acqua quindi, oltre che potabile deve essere
perfettamente limpida, inodore, insapore e
batteriologicamente pura. |
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La fermentazione della
birra non sarebbe possibile se non esistesse il
lievito
che incide per il 50% sul profilo organolettico finale
della birra.
E’ un microrganismo vivo di pochi millesimi di
millimetro che nutrendosi dello zucchero presente nel
mosto, lo trasforma in modo del tutto naturale in alcol
e in anidride carbonica.
Oltre a determinare il tipo di fermentazione, il lievito
è in grado di caratterizzare la birra in ogni suo
aspetto, dalla spuma, agli aromi, alla ricchezza del
corpo. |
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In alcune delle nostre
birre vengono utilizzate
spezie (come
buccia d'arancia, coriandolo, carrube) ed altri
ingredienti speciali, tutti reperiti da aziende operanti
nei territori circostanti o limitrofi. |
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Lo
zucchero di canna
viene aggiunto al termine della fermentazione primaria,
in quanto le nostre birre sono prodotte con il metodo
champenoise; questo fa si che all’interno della
bottiglia si crei una gasatura naturale ad opera dei
lieviti presenti ancora nella birra. |
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CICLO DI
PRODUZIONE DELLA BIRRA |
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1^ FASE:
ESSICCAZIONE DEL MALTO
Il malto al termine della fase di germinazione e di
essiccatura svolto in malteria, viene trasportato nei
birrifici, dove si trova la sala cottura, con le sue
grandi caldaie, i caratteristici pentoloni in acciaio
inossidabile, in genere dotati di un agitatore e
riscaldati con doppi fondi nei quali circola vapore. |
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2^ FASE:
MACINATURA
La prima operazione che bisogna compiere nella
produzione della birra è la macinatura del malto.
Una buona macinatura deve lasciare le scorze quanto più
possibile intatte, pur operando una rottura completa
della parte interna del chicco in semola e farina.
Da come si effettua la macinatura dipendono, in certa
misura, il rendimento e la filtrazione. |
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3^ FASE:
AMMOSTAMENTO
L'ammostamento è l'operazione durante la quale si
estraggono gli zuccheri dal malto, preventivamente
macinato. In questa fase intervengono due enzimi che
degradano l'amido in maltodestrine e maltosio,
denominati amilasi.
La sala cottura è composta dai seguenti elementi:
- il tino di miscelazione e cottura;
- il tino filtro;
- il whirlpoll.
La prima fase dell'ammostamento consiste nel miscelare
acqua e malto nelle giuste proporzioni (questo avviene
nel tino miscelazione e cottura). L'impasto ottenuto è
posto in agitazione con un elica che si trova
all'interno del serbatoio.
In questa fase si porta l'impasto ottenuto a diverse
temperature e per determinati periodi di tempo, in base
alla nostra ricetta. |
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4^ FASE:
FILTRAGGIO
Quando la trasformazione dell’amido in maltosio è
completa, la miscela è trasferita al tino di filtrazione
a doppio fondo,che permette di separare la parti
insolubili dei cereali,cioè le scorze dal mosto. Questo
viene immesso quindi nella caldaia di cottura, dove in
una o più riprese si aggiunge il luppolo,in una quantità
variabile. |

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5^ FASE: COTTURA
E LUPPOLAMENTO
Il mosto deve essere portato ad ebollizione e questo
avviene nel tino miscelazione e cottura. Il mosto
subisce le seguenti trasformazioni:
- sterilizzazione;
- concentrazione;
- solubilizzazione dei composti amari del luppolo;
- coagulo e flocculazione delle proteine.
La cottura del mosto viene realizzata per riscaldamento
a mezzo vapore.
Quando il mosto inizia a bollire si procede al
luppolamento. L'aggiunta di luppolo è fatta in più
volte. Durante l'ebollizione le resine del luppolo si
solubilizzano parzialmente e subiscono trasformazioni
che conferiscono alla birra il gusto amaro e il suo
tipico aroma.
Al termine dell'ebollizione si porta il mosto nel
whirlpool. Questi è un recipiente di forma cilindrica a
fondo piano leggermente inclinato, nel quale il mosto
giunge tangenzialmente. Il moto vorticoso che si produce
nel mosto per effetto della sua rotazione fa sì che il
torbido si raccolga al centro sul fondo del recipiente
così permettendo la separazione di una fase liquida
limpida.
Dal whirlpool il mosto, raffreddato per mezzo di uno
scambiatore di calore, viene messo nei serbatoi di
fermentazione di forma tronco-conica. Durante la
fermentazione avviene la trasformazione degli zuccheri
in alcool e anidride carbonica. La fermentazione della
birra è realizzata da due specie di lieviti:
- Saccharomyces Cerevisiae;
- Saccharomyces Carlsbergensis.
Al termine della fermentazione si raccolgono i lieviti
sul fondo del serbatoio e si trasferisce la birra nel
locale maturazione. |
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6^ FASE:
FERMENTAZIONE DEL MOSTO
Oggi per la fermentazione si utilizzano serbatoi in
acciaio a doppia parete e con circolazione di un liquido
refrigerante per mantenere costante la temperatura
ottimale.
Ora la birra è pronta per essere trasferita in fusti o
bottiglie, previa aggiunta di zucchero di canna
necessario per la rifermentazione.
Evitando la pastorizzazione, tipica della produzione
industriale, otterremo un prodotto più delicato e
gustoso che mantiene al suo interno aromi e profumi che
non hanno eguali. |
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Le birre
artigianali OPUS GRAIN sono:
Gustose: perché non filtrate, non pastorizzate,
conservano quindi intatti i loro sapori.
Fresche e genuine: perché non subiscono trattamenti
chimici di nessun genere e non c’è nessuna aggiunta di
conservanti.
Selezionate: perché vengono scelti i migliori malti,
luppoli e lieviti per le nostre produzioni, in alcune tipologie
aggiunta di miele biologico, spezie selezionate.
Opaline: perché contengono lieviti in sospensione a
garanzia della loro produzione artigianale.
Stuzzicanti e divertenti: perché le birre non sono mai
identiche tra loro e la loro nascita è legata anche ad alcune
vicende simpatiche.
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”OPUS GRAIN“
Birra Artigianale - 71016 SAN SEVERO (FG) - via Ramelli, 13 -
Puglia - Italia
tel. 349 3607254 - fax 0882 226453 - www.opusgrain.com - info@opusgrain.com
P.IVA 02133690715 |
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